Forfettari
Nuove partite IVA in calo, ma forfettari in crescita: un professionista su due sceglie la flat tax
Rallenta il Nord, in Lombardia le partite IVA scendono del 17,3%. Sud in controtendenza.
In Italia il numero delle nuove partite IVA è in calo, mentre aumentano i forfettari che scelgono il regime agevolato. I dati sono quelli dell’Osservatorio sulle partite IVA del MEF, e si riferiscono al terzo trimestre del 2025. Questa tendenza, però, non è uguale per tutti i settori e per tutte le regioni. Ci sono infatti delle differenze tra comparti e persino tra Nord e Sud.
Indice
Nuove partite IVA in calo e forfettari in crescita: i dati
L’Osservatorio MEF, nel periodo che va da luglio ad settembre 2025, sono state aperte 92.808 nuove partite IVA, il 3,6% in meno rispetto allo stesso trimestre del 2024. La frenata interessa in modo particolare le società di persone (-6,1%) e i soggetti non residenti, che segnano un calo molto marcato (-85,5%), pur rappresentando meno dell’1% delle nuove aperture. In controtendenza, invece, crescono le partite IVA aperte dalle persone fisiche (+1,6%) e quelle di società di capitali (+4,1%).
Nel terzo trimestre 2025, 46.375 soggetti hanno scelto il regime forfettario, pari a circa il 50% del totale delle nuove aperture, con una crescita del 6% rispetto allo stesso trimestre del 2024. Il regime agevolato continua ad attrarre soprattutto professionisti e piccoli imprenditori, grazie alla tassazione ridotta e agli adempimenti semplificati.
Le differenze regionali: Sud in crescita, Nord in rallentamento
Da un punto di vista territoriale, le regioni dove la crescita delle nuove partite IVA è stata maggiore sono il Molise (+20,5%), la Sicilia (+18,2%) e la Calabria (+10,1%).
Al contrario, c’è stato un calo in Lombardia (-17,3%), nella provincia autonoma di Trento (-10,7%) e nel Lazio (-10,3%). Il dato conferma quindi un quadro di rallentamento soprattutto nel Nord.
In quali settori si aprono più partite IVA
Il settore che registra il numero più alto di nuove aperture è quello delle attività professionali, che rappresenta il 16,2% del totale. Seguono commercio (+14,2%), sanità e assistenza sociale (+10,5%) e costruzioni (+9,6%). Tuttavia, rispetto al trimestre del 2024, il commercio registra una riduzione delle nuove partite IVA del 34,1%, mentre nella sanità /assistenza sociale sono aumentate del 19,5%. E lo stesso è stato nei settori istruzione e formazione (+19,2%) e alloggio e ristorazione (+12,5%). Infine, meno partite IVA (-13,8%) sono state aperte da chi lavora in agricoltura.
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