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Congedo parentale: salgono a 3 i mesi coperti all’80% dall’INPS: come fare domanda

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L’INPS ha confermato che saranno tre i mesi coperti dal congedo parentale all’80%, come previsto dalla legge di bilancio 2025. Questo purché le mensilità siano fruite entro 6 anni di vita del figlio.

Il congedo parentale facoltativo è accessibile sia per il padre che per la madre, per garantire al figlio il supporto necessario i primi anni di vita. Le novità riguardano lavoratori dipendenti del settore privato e gli autonomi.

Congedo parentale: novità 2025

L’INPS con la recente circolare n.95 del 26 maggio 2025 ha confermato che sono tre i mesi di congedo parentale indennizzati con l’80% della normale paga:

“Pertanto, con la nuova formulazione dell’articolo 34, comma 1, del T.U. l’elevazione dell’indennità di congedo parentale all’80% è prevista per un massimo di tre mesi per ogni coppia genitoriale.”

La circolare chiarisce le decisioni prese in sede di legge di bilancio 2025. Viene ricordato che alla madre è destinato un periodo con indennità di tre mesi non trasferibili all’altro genitore, così come accade per il padre. Sono stabiliti altri tre mesi di indennità da distribuire tra i genitori. Il limite massimo complessivo è di 10 mesi.

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Congedo parentale 2025: come funziona

Già la manovra 2023 aveva introdotto un’estensione dei congedi parentali rispetto al periodo precedente. Non bisogna confondere il congedo parentale con la maternità obbligatoria: si tratta di due misure differenti, per cui cambia anche la retribuzione.

Il congedo parentale è un periodo di astensione dal lavoro facoltativo, accessibile da parte di lavoratori e lavoratrici dipendenti e autonomi. La maternità obbligatoria invece consiste in un periodo di astensione dal lavoro necessario per le lavoratrici durante la gravidanza e alcuni mesi dopo la nascita, che può essere esteso al padre in determinate circostanze.

Le novità erano state confermate anche per il 2024, aveva spiegato Giorgia Meloni, per aggiungere una sorta di cuscinetto come retribuzione aggiuntiva per sostenere le famiglie con figli. Nel 2025 le erogazioni del congedo parentale si configurano come segue:

  • un mese indennizzato all’80% della retribuzione, entro i 6 anni di vita o dall’adozione;
  • un mese aggiuntivo indennizzato all’80% della retribuzione, entro i 6 anni di vita o dall’adozione;
  • un mese aggiuntivo indennizzato all’80% della retribuzione, entro i 6 anni di vita o dall’adozione;
  • sei mesi sono indennizzati al 30%, a prescindere dal reddito;
  • due ulteriori mesi non indennizzati, se non per condizioni particolari.

Chi paga l’indennità per il congedo parentale

Spesso possono sorgere dei dubbi per ciò che riguarda il pagamento del congedo parentale ai lavoratori dipendenti, ovvero, chi deve pagare queste somme? I datori di lavoro come si devono muovere se un lavoratore accede al congedo parentale?

Premesso che è il lavoratore a dover chiedere il congedo parentale al datore di lavoro, con almeno 2 giorni di preavviso, o 5, in base al tipo di contratto, il congedo facoltativo può essere fruito in modo flessibile, ovvero può essere richiesto ad ore, oppure a giorni.

Per ciò che riguarda la maternità obbligatoria, questa è pagata all’80%, rispetto alla retribuzione media giornaliera. Normalmente questa indennità viene anticipata dal datore di lavoro, tuttavia l’erogazione è a carico dell’ente previdenziale INPS.

Quindi il datore di lavoro deve erogare solo la differenza tra indennità INPS al lordo e la retribuzione normale della lavoratrice quando non è in congedo.

Per ciò che riguarda il congedo parentale, per i lavoratori dipendenti viene anticipato dal datore di lavoro, in quanto sostituto di imposta, mentre per i lavoratori autonomi e categorie particolari, viene corrisposto direttamente dall’INPS.

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Come funziona il congedo parentale per i lavoratori autonomi

Anche chi lavora in autonomia con una partita IVA può accedere al congedo parentale, secondo le disposizioni INPS. La misura in questo caso spetta per un periodo di tre mesi massimo, per ogni figlio, erogati a ciascun genitore.

Questa misura è riconosciuta entro il primo anno di vita del figlio, oppure entro un anno dal momento dell’adozione o dell’affidamento. Per le lavoratrici questa misura è accessibile solamente in un momento successivo alla normale fruizione della maternità, entro un anno di vita del figlio.

L’indennità per gli autonomi è del 30% della retribuzione convenzionale stabilita annualmente per legge. Anche per i lavoratori con partita IVA l’indennità viene corrisposta dall’INPS (se sono iscritti a questa cassa), successivamente alla presentazione della domanda.

Congedo parentale – Domande frequenti

Cos’è il congedo parentale e come funziona?

Il congedo parentale, da non confondere con la maternità obbligatoria, è una indennità erogata ai lavoratori dipendenti o autonomi in modo facoltativo che permette l’astensione dal lavoro per un periodo per assistere il figlio.

Quali sono le novità del congedo parentale nella manovra 2023?

Secondo le novità, il congedo parentale verrà esteso di un ulteriore mese, con accesso facoltativo, retribuito all’80% per tre mesi.

Come funziona il congedo parentale per i lavoratori autonomi?

Consiste in un periodo di tre mesi da fruire in modo facoltativo, con retribuzione al 30% calcolata ogni anno in base al settore di riferimento.