Fisco e Tasse
Premi produttività, ok a conversione: come evitare di superare il limite e perdere il regime agevolato
Per le imprese e i professionisti arriva un importante chiarimento operativo in merito alla gestione del welfare aziendale e dei premi ai dipendenti.
Per l’applicazione dell’imposta sostitutiva agevolata sui premi di produttività, il limite di 5.000 euro di cui tenere conto – oltre il quale invece non si applica più il regime agevolato – vale sia per le erogazioni in denaro che per le forme di benefit aziendali. A sciogliere definitivamente i dubbi interpretativi sorti negli ultimi mesi è stata l’Agenzia delle Entrate che, comunque, ha riconosciuto la possibilità di convertire quanto ricevuto, riconoscendo al lavoratore un’alternativa per evitare la tassazione IRPEF.
Premi produttività, qual è il limite per usufruire della tassazione agevolata nel 2026
Per comprendere appieno l’impatto della risoluzione AdE n. 22 del 9 giugno 2026, è utile fare un passo indietro fino alla legge di stabilità 2016 (articolo 1, commi da 182 a 190, legge n. 208/2015). Questa norma ha introdotto un regime di tassazione agevolata per i premi di produttività e per la partecipazione agli utili, basato sull’applicazione di un’imposta sostitutiva (inizialmente fissata al 10%) entro specifiche soglie di importo. Negli anni, i limiti e le aliquote sono stati aggiornati per rendere l’incentivo sempre più attrattivo per PMI e lavoratori.
L’ultima legge di bilancio, per gli anni 2026 e 2027, ha ridotto l’aliquota dell’imposta all’1% ed esteso il tetto massimo dell’importo agevolabile da 3.000 a 5.000 euro.
Cosa cambia
La disciplina originaria permette al lavoratore di scegliere se fruire del premio in contanti oppure tramite beni e servizi (i cosiddetti benefit aziendali, che non concorrono alla formazione del reddito imponibile).
Il problema interpretativo è nato perché la legge di bilancio 2026 ha modificato esplicitamente solo la tassazione dei premi, omettendo di citare la scelta tra denaro e benefit. Per questo molti professionisti e aziende si sono chiesti se il nuovo limite di 5.000 euro possa considerarsi oggi valido anche quando il premio viene convertito.
La questione, allora, è stata chiarita dall’Agenzia delle Entrate, che ha applicato una lettura sistematica della normativa. Il Fisco ha chiarito che la norma non è a sé stante, ma richiama espressamente l’intero impianto normativo dei premi di produttività, inclusi i nuovi limiti economici. Di conseguenza, il nuovo tetto di 5.000 euro si applica in tutti i casi in cui si utilizzano i premi di produttività, a prescindere dalla forma in cui vengono erogati. Questo perché, come sottolineato, applicare un tetto differente a seconda della scelta del dipendente non avrebbe senso e finirebbe per incrinare la coerenza e l’unità del sistema stesso.
Come gestire il limite per rimanere nel regime agevolato
Per evitare errori nella compilazione dei cedolini e nella pianificazione del welfare aziendale, professionisti e imprese devono muoversi all’interno di un perimetro ben delineato per gli anni 2026 e 2027.
Alla luce dei chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, l’applicazione pratica prevede che un lavoratore possa ricevere fino a 5.000 euro in contanti beneficiando della tassazione ridotta all’1%, oppure scegliere la conversione dei medesimi importi in benefit aziendali. Anche in caso di trasformazione in welfare, i valori non faranno cumulo con il reddito (nei limiti previsti dalla legge), ma dovranno sempre fare i conti con il tetto massimo complessivo di 5.000 euro.
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