Economia
Prezzi ancora in aumento: ecco i prodotti e i servizi che costano di più, settore per settore
Continua a esserci una pressione costante sui bilanci delle famiglie
Secondo i dati provvisori pubblicati dall’ISTAT il 30 giugno 2026, relativi a maggio 2026, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) ha registrato un incremento su base annua, mentre ha registrato una variazione mensile nulla. L’inflazione invece non è aumentata, ma questo rallentamento generale è stato in parte frenato da una nuova accelerazione dei prezzi, più marcato per alcuni comparti che in altri.
Indice
Prezzi energia e alimenti in aumento: cosa costa di più
I beni energetici sono in assoluto la voce che ha subito l’impennata maggiore, pari a +12,9% per quelli non regolamentati (in ulteriore accelerazione rispetto al +12,5% del mese precedente) e a +9,3% per quelli regolamentati (un balzo notevole rispetto al +5,6% di maggio). Subito dopo, la voce più cara rispetto al 2025 è quella degli alimentari non lavorati, che segnano un +4,5% (anche se in rallentamento rispetto al +5,5% di maggio).
Se si guarda invece a cosa è cresciuto maggiormente nel passaggio da maggio a giugno 2026 (variazione congiunturale mensile), i rincari si concentrano sui servizi. Nel dettaglio, i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona sono aumentati dello 0,6% in un mese. I servizi relativi ai trasporti +0,5% in un mese e quelli dei servizi energetici regolamentati +0,3% in un mese.
Inflazione in Italia, i dati ISTAT
A giugno l’inflazione è stata del 3,0% su base annua, in leggero calo rispetto al +3,2% del mese precedente. Su base mensile, invece, la variazione dei prezzi rispetto a maggio è risultata pari a zero, indicando una fase di stabilità nel breve termine.
La frenata è trainata principalmente da alcune voci di spesa quotidiana che mostrano rincari meno intensi. Ad esempio, il cosiddetto carrello della spesa – che include alimentari, beni per la casa e per l’igiene personale – vede la crescita ridursi al +1,6% (in calo rispetto al +1,9% di maggio).
Si registrano rallentamenti anche per:
- gli alimentari freschi e non lavorati, per i quali la crescita su base annua scende al +4,5% (a maggio era al +5,5%);
- i biglietti dei trasporti, per i quali la crescita su base annua frena al +1,1% (a maggio era al +1,7%);
- i servizi ricreativi, culturali e cura della persona, cresciuti su base annua del +2,7% (a maggio era al +3,0%).
Questo vuol dire che i prezzi sono comunque più alti rispetto a giugno 2025, ma crescono a un ritmo minore rispetto a prima.
Dove i prezzi stanno scendendo
Da quanto è emerso dai dati Istat, nessun comparto è diventato più economico rispetto allo scorso anno (l’inflazione è comunque al +3%), ma ci sono due categorie specifiche che hanno visto calare il loro prezzo da giugno a maggio 2026. In particolare, gli alimentari non lavorati (prodotti freschi) hanno registrato il calo più netto, costando il -1,4% rispetto a maggio mentre gli energetici non regolamentati hanno visto una leggera flessione mensile del -0,3% (anche se restano la voce più cara in assoluto se paragonati allo scorso anno).
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