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Bonus IRPEF (ex Bonus Renzi): a chi spetta il trattamento integrativo, come funziona e importi

Anche per quest'anno è riconfermato il trattamento integrativo IRPEF , con qualche piccola modifica ai limiti di reddito. Ecco cosa cambia.

Trattamento integrativo Irpef
Trattamento integrativo Irpef
Aggiornata il 2 Marzo 2026 7 min di lettura Livello base
  • Il trattamento integrativo IRPEF, anche noto come ex Bonus Renzi, è un contributo in busta paga fino ad un massimo di 1.200 euro annui, che si aggiunge allo stipendio netto percepito dai lavoratori dipendenti e assimilati.
  • Il contributo è a carico dello Stato, ma anticipato dai datori di lavoro, che lo riconoscono mensilmente al dipendente nella misura massima di 100 euro al mese (1.200 euro l’anno).
  • Il limite reddituale entro cui è riconosciuto il trattamento è di 28.000 euro. La cifra più alta del bonus però è riconosciuta ai lavoratori con redditi fino a 15.000 euro.

Il trattamento integrativo IRPEF è un bonus che è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2021, noto anche come Bonus IRPEF o ex Bonus Renzi.

Il contributo è un sostegno al reddito dei lavoratori dipendenti, riservato a chi ha un guadagno inferiore a 28.000 euro annui. Dal 2021 ad oggi è cambiata la disciplina che regola il bonus. Infatti, a partire dal 1° gennaio 2022 il limite sul reddito è sceso a 28.000 euro, rispetto ai 40.000 precedenti, in seguito all’introduzione delle nuove aliquote IRPEF.

In più, per i lavoratori che percepiscono redditi superiori a 15.000 euro, ma inferiori a 28.000 euro, il bonus di 100 euro è previsto solamente in base ad un calcolo che tiene presenti le detrazioni fiscali spettanti.

Per verificare la presenza del bonus IRPEF in busta paga basta individuare la voce “Trattamento integrativo”, che indicherà la presenza del contributo. Ma vediamo nel dettaglio in cosa consiste questo bonus IRPEF, in che misura è riconosciuto e quali sono i soggetti che ne possono beneficiare.

Cos’è il trattamento integrativo IRPEF

Il trattamento integrativo IRPEF, fino al 2020 noto come “Bonus Renzi”, è un contributo che fa parte del decreto Cura Italia, introdotto a partire dal 2020.

In più, a partire dal 2022, il bonus IRPEF %anno% tiene conto anche delle imposte lorde, vale a dire delle tasse da pagare al lordo, oltre che delle detrazioni in busta paga nel calcolo del reddito.

Il trattamento integrativo è riconosciuto dallo Stato fino a un massimo di 1.200 euro annui. In più, dal 1° gennaio 2022 il limite di reddito per fruirne è sceso a 28.000 euro annui.

Ulteriori variazioni sono state applicate al sostegno economico in base alle nuove aliquote IRPEF %anno%:

  • 23% su redditi fino a 28.000 euro;
  • 35% su redditi da 28.000 a 50.000 euro;
  • 43% su redditi superiori a 50.000 euro.

I lavoratori che hanno percepito questo bonus devono tenerne conto in fase di dichiarazione dei redditi e, quindi, di compilazione del Modello 730.

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Trattamento integrativo IRPEF: a chi spetta

Trattamento integrativo Irpef novità

Il Bonus IRPEF, o trattamento integrativo IRPEF, spetta ai lavoratori dipendenti o percettori di reddito assimilato. Rientrano tra i soggetti beneficiari anche:

  • soci lavoratori di cooperative;
  • lavoratori in cassa integrazione: con CIG ordinaria, CIG straordinaria, CIG in deroga, assegno ordinario ed assegno di solidarietà;
  • collaboratori con contratto a progetto o co.co.co;
  • stagisti e tirocinanti;
  • percettori di borsa di studio, di assegno o premio per studio;
  • lavoratori socialmente utili;
  • sacerdoti;
  • disoccupati in regime di indennità NASpI;
  • disoccupati in regime DIS-COLL;
  • disoccupati agricoli;
  • lavoratrici in maternità per congedo obbligatorio;
  • lavoratori in congedo di paternità.

Possono, inoltre, avere diritto al bonus:

  • i soci lavoratori delle cooperative;
  • i lavoratori atipici;
  • i lavoratori assunti con contratto co. co. co.;
  • borsisti, stagisti o chi svolge altra attività di formazione;
  • chi svolge un lavoro socialmente utile;
  • i revisori di società, amministratori comunali e addetti della PA.

Sono, quindi, esclusi i pensionati, i lavoratori autonomi e gli incapienti. Il bonus da 100 euro viene erogato direttamente in busta paga dal datore di lavoro, ovvero dai sostituti d’imposta.

Viene riconosciuto mensilmente (ad esempio 1.200 euro spalmati su 12 mesi) nella busta paga, per le prestazioni rese dal lavoratore e rapportate al periodo di lavoro.

Come calcolare le detrazioni IRPEF per lavoro dipendente

Per il lavoro dipendente vengono anche calcolate specifiche detrazioni IRPEF, in base a questa tabella.

RedditoDetrazione fiscale IRPEF
Fino a 15.000 €1.955
Tra 15.000,01 e 28.000 €1.910 + 1.190 * (28.000 – reddito) / (28.000 – 15.000)
Tra 28.000,01 e 50.000 €1.910 * (50.000 – reddito) / (50.000 – 28.000)
Oltre i 50.000 €Non spetta

Come viene erogato il Bonus IRPEF %anno%

Negli anni il bonus ha subìto diverse modifiche, passando prima da 80 euro a 100 euro mensili e cambiando nome in Bonus IRPEF, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2021. Viene quindi erogato in busta paga dal datore di lavoro, che anticipa l’importo per conto dello Stato.

In questo modo il lavoratore può visionare direttamente nella propria busta paga le informazioni che riguardano questo contributo aggiuntivo. Successivamente, sarà lo Stato a corrispondere al titolare le somme che ha anticipato per i suoi dipendenti.

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Trattamento integrativo IRPEF %anno%: come funziona

Per il %anno% è stato riconfermato il trattamento integrativo Irpef, ma con qualche modifica. Il bonus fino a 1.200 euro verrà sempre riconosciuto per redditi annui fino a 28.000 euro. Tuttavia, l’importo massimo del bonus percepito varia in base al reddito. Infatti:

  • per redditi fino a 15.000 euro annui: lo Stato riconosce il bonus per intero, ossia di 1.200 euro annui;
  • per redditi tra i 15.000 euro e i 28.000 euro annui: il lavoratore dipendente percepisce la differenza tra le detrazioni e l’imposta lorda, sempre entro il limite di 1.200 euro.

Di conseguenza, un lavoratore che percepisce un reddito superiore a 15.000 euro, con detrazioni che ammontano a 2.000 euro e l’imposta lorda pari a 1.100 euro, avrà un Bonus IRPEF in busta paga di 900 euro mensili.

Invece, se le detrazioni sono pari a 2.000 euro e l’imposta lorda ammonta a 500 euro, il lavoratore avrà comunque diritto a percepire il bonus nella sua misura massima di 1.200 euro.

Le detrazioni sono quelle relative a:

  • familiari fiscalmente a carico;
  • lavoro dipendente;
  • interessi su mutui contratti;
  • rate relative alle detrazioni per spese sanitarie;
  • detrazioni edilizie per spese sostenute.
Trattamento integrativo Irpef limite

È stata, invece, eliminata la detrazione fiscale per redditi da lavoro dipendente e assimilati. Per quanto riguarda il calcolo del reddito complessivo del lavoratore dipendente, non vengono considerati:

  • l’abitazione principale e delle relative pertinenze;
  • indennità di disoccupazione;
  • gli assegni familiari;
  • l’assegno per il nucleo familiare;
  • l’assegno di maternità dello Stato;
  • il premio alla nascita (o bonus mamma);
  • l’assegno di natalità (o bonus bebè);
  • il bonus baby sitter.
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Trattamento integrativo IRPEF: errori di calcolo in fase di conguaglio

Il bonus IRPEF %anno% spettante al lavoratore è calcolato sulla base del suo reddito annuo lordo. Di conseguenza, è possibile verificare se è stato percepito il bonus nella misura corretta solamente a fine anno, ovvero in fase di conguaglio finale.

Infatti, possibile recuperare il trattamento integrativo non percepito attraverso la dichiarazione dei redditi.

Durante l’anno potrebbero, inoltre, essere stati fatti alcuni errori. Nella fattispecie, vi sono due possibili casi in cui può essere stato commesso un errore di calcolo. I due casi sono i seguenti:

  • il trattamento integrativo IRPEF corrisposto mensilmente è inferiore a quello spettante: in tal caso, il dipendente riceve il rimborso dell’importo non percepito in busta paga;
  • il trattamento integrativo IRPEF corrisposto mensilmente è superiore a quello spettante: in tal caso il datore di lavoro tratterrà dalla busta paga l’eccedenza di quanto realmente spettante.

Per calcolare correttamente il trattamento integrativo spettante, i lavoratori dipendenti sono tenuti a compilare il rigo C14 del quadro C del modello 730.

Trattamento integrativo IRPEF – Domande frequenti

Come capire se mi spetta il trattamento integrativo?

Il Trattamento integrativo IRPEF, ex bonus Renzi, spetta ai lavoratori dipendenti e assimilati che percepiscono un reddito fino a 28.000 euro annui. Per verificare la presenza del bonus bisogna individuare la voce “Trattamento integrativo L. 21/2020” in busta paga.

Come recuperare il trattamento integrativo nel 730?

Puoi recuperare il trattamento integrativo IRPEF non percepito in fase di dichiarazione dei redditi, compilando la Sezione V del Quadro C modello 730.

Chi deve restituire il trattamento integrativo?

Sono tenuti a restituire il trattamento integrativo IRPEF %anno% i lavoratori dipendenti che, durante l’anno, hanno erroneamente percepito un bonus superiore a quanto realmente spettante in base al reddito conseguito.

Come funziona il bonus IRPEF in busta paga?

Il bonus può essere erogato ai lavoratori dipendenti direttamente in busta paga, se questi hanno il diritto di riceverlo. Quest’anno viene accreditato a chi ha un reddito annuo fino a 28.000 euro.

Scritta da
Ilenia Albanese

Copywriter specializzata nel settore della finanza personale, con esperienza pluriennale nella creazione di contenuti per aiutare i consumatori e i risparmiatori a gestire le proprie finanze.

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